"Colpire anche in Italia". "No, qui vivo bene"
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E' una intercettazione del 5 giugno 2004 in un appartamento di via Chiasserini, realizzata dalla Digos e depositata soltanto pochi giorni fa: un documento eloquente sulla spaccatura profonda della comunità islamica milanese. Sono passati tre mesi dai massacri sui treni di Madrid. Da una parte la voce dell'estremismo e della violenza, dall'altra quella della ragione e del dialogo. A parlare sono Rabei Osman El Sayed, oggi in carcere per le stragi di Madrid, e il suo amico Khalifa Mahmoud.
Rabei: "Sono immensamente felice che è caduto il governo del cane Aznar. Se in Italia dovesse succedere come è successo là la colpa sarà di Berlusconi perché chi segue quel cane fa male a se stesso. Chi segue il cane avrà solo il terremoto e Madrid è stata la prova. Il governo Berlusconi sta seguendo il metodo del cane, auguriamoci che Dio gli dia un disastro così il suo paese avrà un disastro ! E questo Berlusconi invita il cane figlio di cani (Bush, ndr)".
Mahmoud: "Questo non lo puoi dire, lui invita chi vuole, questo è il suo paese. Vedi, prima che arrivassi qui vedevo che gli americani avevano fatto questo e quest'altro, poi quando sono arrivato ho trovato tutto diverso".
R: "Tu guardi altri telegiornali, sappi che è tutta propaganda".
M: "A me non interessa nulla. C'è chi dice che abbiamo torto, poi ci sono altri che dicono che abbiamo ragione".
R: "Ma sappi che loro sono nemici di Dio".
M: "Ascoltami, Dio è unico. A me sinceramente non interessa che un altro sia ebreo, ortodosso, cattolico, ognuno è libero di pregare chi vuole e non tocca né a me né a te giudicare. Esiste solo un Dio perché tutte le preghiere sono rivolte a Dio".
R: "Perché tu stai con gli ebrei? Ti piace che ammazzano i nostri fratelli ?".
M: "Mi dispiace che tu mi comprenda male".
R: "Per me tu non vedi il sangue che scorre sulla terra del mondo".
M: "Scorre nelle due parti e non solo in una".
R: "E i bambini che stanno morendo ?".
M: "Io ti dico una sola cosa, tutti gli attentati che sono stati fatti c'è sempre la mano di un arabo e dentro questi attentati c'è sempre un egiziano come guida. Mi auguro che in Italia non succeda qualcosa di pericoloso, perché altrimenti abbiamo finito di vivere, e noi paghiamo per loro. Sono molto preoccupato perché tutti siamo venuti qui per lavorare e grazie a questo paese i nostri connazionali hanno creato qualcosa, chi ha comprato casa, chi ha aperto un'attività, chi ha fatto i soldi".
R: "Sono degli asini, sono dei miscredenti. Qui non avete nulla, onore, dignità, è tutto uno sfruttamento. Non ho mai visto uno che lavori per cinque euro, ed hanno dimenticato le loro idee, la loro dignità, la loro religione. Ogni domenica vanno a mangiare con loro, con i nemici di Dio, li trovi con la birra, con la carne di maiale, con le donne, sono diventati come loro".
M: "Ti ho detto che ognuno ha le sue idee".
R: "A questo punto io e te è meglio che non discutiamo perché abbiamo due modi di pensare diversi. Yahia, prepara un caffè che usciamo".