La Gazzetta del Prione


mercoledì, luglio 06, 2005
 

Senza cervello segni di più

(Copyright "La Stampa")

Era un sospetto, ora ha il timbro della verità provata: l’intelligenza non serve per tirare in porta. "Pensare paralizza. Sul campo lo stupido è in linea di massima il migliore". A dirlo è una giovane autorità in materia di processi decisionali, il professor Oliver Hoener dell’Università di Mainz, arrivato a questa conclusione dopo aver analizzato centinaia di partite. "Nel calcio le buone decisioni hanno poco a che fare con l’intelligenza. Un fuoriclasse anche nelle situazioni più difficili mantiene la visione d’insieme ed è in grado di cambiare strategia all’ultimo istante. Quando ha già passato il Rubicone". Tutta l’intelligenza nei piedi ? Sì, e per fortuna, calcisticamente parlando. Franz Beckenbauer, il "Kaiser", sapeva tirare anche se aveva difficoltà con il calendario: "Un anno ho giocato di seguito per quindici mesi". La geografia non era il forte dell’ex giocatore della nazionale tedesca Andreas Moeller: "Milano o Madrid... l’importante è che sia Italia". L’allenatore della nazionale Juergen Klinsmann non sa contare: "Rizzitelli e io facciamo un magnifico trio... no, volevo dire un quartetto". E il leggendario Lothar Matthaeus proprio non pensava quando disse: "Non dovremmo mettere la sabbia nella testa". Aneddoti istruttivi. Il meglio della vita – successo, fama, denaro, belle donne – arriva anche staccando la spina del cervello. Eliminando sistematicamente il pensiero. Naturalmente, se il gioco è quello del calcio.

posted by luminet | 11:20 | commenti