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domenica, novembre 30, 2003
Granchi cinesi a piedi fino alla Finlandia ?
(Copyright "Helsingin Sanomat")
Ci sono due possibili cause per spiegare la presenza di granchi cinesi nei mari finlandesi. La prima è siano arrivati fino ai mari del nord trasportati dai cargo provenienti dalla Cina. La seconda è che abbiano percorso da soli i fondali marini che separano le coste asiatiche da quelle finlandesi. Il professor Erkki Leppäkoski dell'università di Turku non ha dubbi: "Sono sicuro che il granchio cinese non ha assolutamente bisogno di navi per attraversare gli oceani e può coprire distanze inimmaginabili". Esemplari del granchio sarebbero stati scoperti anche a Praga, a circa 700 chilometri di distanza dal Mar del nord. Ma la questione rimane controversa. Per i biologi il granchio non è adatto a percorrere grandi distanze. Resta da capire come abbia fatto a moltiplicarsi in Finlandia, visto che le acque troppo poco salate dei mari settentrionali non dovrebbero favorire la sua riproduzione.
Autosufficienza alimentare
(Copyright "L'Indépendant")
Con una produzione agricola record, il Burkina Faso si è lasciato alle spalle gli anni di siccità e carestia ed è entrato in una fase di autosufficienza alimentare. Ma ci vuole prudenza. Prima di tutto bisogna fare attenzione agli speculatori, degli autentici affamatori del popolo. Alcuni di loro hanno i magazzini pieni ma non vendono finché il prezzo non sale. Poi bisognerà schivare i paradossi del libero mercato: come quello per cui il prezzo del riso importato dal Giappone è molto più basso di quello prodotto localmente.
Caparezza
(Copyright Videomusica.it)
C’è un personaggio originale nel panorama spesso noioso e lobotomizzato della musica italiana. Si chiama Michele Salvemini da Molfetta, in arte Caparezza. Questo signore è riuscito a confezionare un video che è un’autentica delizia per cinefili e vi canta un testo sincopato e non banale, qualcosa tra il rap e il surrealismo puro. Il titolo del brano è "Fuori dal tunnel" e fa parte di un album il cui titolo è un programma: "Verità supposte". Il tunnel da cui Caparezza è venuto fuori è quello del divertimento. Lo vediamo coinvolto in un’assurda festa in maschera che ci ricorda i tanti momenti "tristemente divertenti" della nostra vita, quelli in cui si finiva sempre per parlare di "Gig robot e dell’estate di San Francisco". Ma lui, Capa, c’è l’ha fatta a venirne fuori e corre felice in un prato verdissimo, inseguito da presso da un gigantesco pallone rimbalzante. Come Woody Allen in "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere": lì però si trattava di una gigantesca ghiandola mammaria. Un antimammone, allora, il Caparezza ? Uno che si è reso conto che il sistema del marketing (musicale e non solo) col suo inseguire i gusti del pubblico non fa che nausearlo e allontanarlo sempre più. Perciò ha abbandonato il personaggio da target preconfezionato che interpretava su Videomusic (Miki Mix) e ha cominciato a fare il Caparezza. Ha certamente degli ottimi modelli ispiratori (oltre a Woody si annovera anche Frank Zappa) ma è chiaro che "non è il doppione di nessuno" (hanno detto di lui). I suoi amici molfettani lo reputano un genio, ma i rappettari puri storcono un po’ il naso. Che importa ? Lui sa bene che "la vita è fatta di tutti i momenti, tristi e divertenti". Lasciamolo divertire, allora.
sabato, novembre 29, 2003
Il pensiero debole
di Luciana Littizzetto (Copyright "Torinosette")
Dicono che le donne siano come le acciughe: tolta la testa tutto il resto è buono. Son cose che fan piacere. E Giò Squillo che cantava: siamo donne, oltre alle gambe c’è di più ? Acqua passata. Adesso l’unica che ci rappresenta davvero è quella che alla tv fa la pubblicità del risotto. Quella tosta. Risoluta. Quella che dice al suo compagno: "No, ciccio, non insistere. Non ti voglio sposare. Rimaniamo fidanzati per tutta la vita". Poi appena vede che lui riesce a fare il risotto coi funghi dalla busta, roba che basta avere la materia grigia di un porcellino d’India, si scioglie, perde il controllo e gli si avventa tra le braccia con l’anulare proteso implorandolo di convolare. Una vera cretina. E’ giusto. Siamo donne. Oltre alle gambe non c’è nulla. Rien de rien. E quindi occupiamoci di quelle. Che in fondo, rispetto al cervello, danno meno problemi. All’apparenza... Perché il dilemma della calza, dilania. Una cosa la donna moderna chiede al futuro. L’avvento del collant infrangibile. Un collant magico che non si smaglia neanche se lo pugnali con l’uncinetto. Io batto tutti i record. Riesco a smagliare anche i tubolari di spugna, quelli da tennis. Ne ho con su dei babaci, con fantasie di orsetti, un paio con Winnie the pooh e uno con su scritta "W Mickey Mouse". Tutti crivellati. Ultimamente ho superato me stessa. Ho bucato la scarpa. Col ditone. L’unica è rassegnarsi alla calza contenitiva elasticizzata. Che è velata, elegante, erotica come uno scafandro da palombaro. Con quella hai la sensazione di non avere più due gambe, ma due pioppi. E poi la devi togliere col piede di porco. Altrimenti c’è la infida velatissima. Che ti scivola giù, fino alla caviglia, e ti fa un bello sperone, un remborsè di nylon che ti riempie il mocassino. O quella di filanca. Quella produce un attrito tale da generare la stessa quantità di energia di una centrale idroelettica. Sai da cosa lo capisci se una donna porta il collant di filanca sotto il pantalone? Dal fatto che quando ti saluta ti dà anche la scossa. E poi c’è l’eroticissima autoreggente. Che diciamocelo. Non sta su perché sfida la forza di gravità. Ma solo perché ci ha una striscia di gomma alta quattro dita, una camera d’aria, che dopo due ore che cammini, ti si vulcanizza direttamente sulla coscia. La levi, e ti rimane una strisciata di gomma che sembra ti abbia frenato sulla gamba un tir. E poi rimane l’anticristo della calza: il gambaletto di leacril nocciola antistupro. Poi dicono che le donne devono fare riunioni di autocoscienza per difendersi dai maniaci. Non serve. Bastano 2 Euro. Con quelle calze lì sei sicura. Metti che il maniaco ti fermi (e già ti deve andare di culo) quando vede il gambaletto di leacril nocciola al massimo ti dice: "Tieni sfigata, prendi ‘sti 5 Euro e va comprarti un paio di calze decenti !".
Vita ed opere di Neil Bush
(Copyright Dagospia.com)
George Bush padre e sua moglie Barbara hanno figliato con un ritmo alla Bobby Kennedy, spesso con risultati non esaltanti. Ma alla fine, chi con un governatorato in Florida, chi con una presidenza degli Stati Uniti, i pargoletti dell’ex presidente si sono tutti sistemati. C’è di che esserne fieri. Ma c’è sempre una pecora nera in famiglia, e per i Bush è il fratellino Neil, 48 anni, sempre in mezzo a losche vicende economiche, ma sempre uscito lindo e pulito. Per metterlo alla berlina c’è voluta la causa di divorzio voluta dalla moglie Sharon, dopo che lui l’aveva lasciata per una nuova fiamma. Mesi fa già tentò di farsi passare nullatenente con un cavillo fiscale per evitare di pagare gli alimenti, oggi è costretto a rispondere dell’imbarazzante accusa di aver ripetutamente fatto sesso con prostitute tailandesi e di Hong Kong, durante i suoi frequenti viaggi nel sud est asiatico nei tardi anni novanta. Rivelazioni fatte alla corte lo scorso marzo ma rese note (noi le leggiamo dal Daily News) solo ora. All’epoca, Neil rappresentava la società di semiconduttori Grace Manufacturing Corp., sostenuta anche dal figlio dell’ex presidente cinese Jiang Zemin. La Grace pagò Bush 2 milioni di dollari in cinque anni, anche se lo stesso fratello di “Dubya” ammette di non sapere nulla di semiconduttori. Le prostitute bussavano alla porta d’albergo di Neil e facevano il loro prezioso lavoro. Bush si è difeso sostenendo che le donne non chiedevano soldi e lui ne ha mai dati. È evidente che erano “offerte dalla casa”. Infatti, il fratellino del presidente non ha potuto fare a meno di svelare il suo imbarazzo quando l’avvocato della moglie gli ha chiesto: “Ammetterà che non capita a tutti gli uomini di stare in camera d’albergo, aprire la porta ad una donna e fare subito sesso con lei”. “È piuttosto inusuale”, ha replicato Neil Bush…..
venerdì, novembre 28, 2003
Il museo degli orrori del capitalismo italiano
di Alberto Statera (Copyright "Affari & Finanza")
Il sistema bancario italiano non finisce di esibire mostriciattoli. Il mondo imprenditoriale di casa nostra li produce in continuazione, allevando all'arte (si fa per dire) del credito intere dinastie di capimastri, odontoecnici, portantini, playboy e qualche volta autentici pregiudicati. Questa fauna entra nel capitale delle banche e pretende di governarle. Tra i casi più recenti c'è quello di un ragazzo trentaseienne di Aversa che, spendendo molte decine di milioni di Euro, è diventato azionista della Banca Nazionale del Lavoro e ora, suscitando l'indignazione del presidente Luigi Abete, vuole anche governarla, dimenticando che non è con il 2 per cento delle azioni e nemmeno con il doppio o con il triplo che si ha la maggiornaza in una società. Ma Danilo Coppola, di cui la comunità finanziaria ignora l'origine delle fortune, ha molte ragioni che giustificano il suo velleitarismo. Non ha forse appena assistito alla scalata bancaria di un odontotecnico titolare di un centro dentistico ai Castelli Romani e di un altro nei pressi di via Veneto, oggi in fallimento ? Stefano Ricucci, figlio di un autista dell'azienda municipale di Roma che nel 1982 gli fece ottenere un mutuo di 20 milioni con la garanzia della busta paga e che oggi si può fregiare del titolo di dottore per aver conseguito una laurea in economia in una università di San Marino, ha comprato il 3,7 per cento della Banca di Roma (Capitalia). Al confronto, Pierluigi e Claudio Toti, immobiliaristi accettati nel patto Capitalia, sono una vecchia dinastia del mattone. Storie diverse, ma tutto sommato minori rispetto a quella del signore condannato in prima istanza per insider trading ed indagato per un comportamento simile in un altro caso, che fa felicemente il vicepresidente di una della maggiori banche italiane. Per partecipare ai consigli d'amministrazione le norme dicono che occorrono requisiti di serietà ed onorabilità. Tali requisiti sono verificati dallo stesso consiglio d'amministrazione. La Banca d'Italia deve sorvegliarne l'applicazione. Allora com'è che al Monte dei Paschi di Siena tra chi decide figura in posizione prevalente Chicco Gnutti ? Condannato in primo grado per insider trading, è da considerare titolare di requisiti di onorabilità nel mondo della finanza ? Figurarsi se qualcuno si scandalizza ancora nell'Italia delle incompatibilità e dei conflitti d'interesse di banchieri che finanziano le proprie aziende. Ma sarebbe magari utile ricordare che furono proprio gli infausti connubi tra banca ed impresa a dar luogo alla crisi e nel 1936 alla legge bancaria, che prescrive la separazione tra banca ed indusria. Qui siamo oltre, siamo al connubio tra banca ed attività finanziarie non sempre cristalline e all'incedere nei consigli di amministrazione di personaggi qualche volta dalle fortune misteriose. Contro il museo degli orrori, per avviare un simulacro di trasparenza nell'erogazione del credito e tutelare i depositanti, veri padroni delle banche, vanno evitati i conflitti d'interesse. Ma chi può sperare che questo avvenga nel paese governato dal più sfacciato dei conflitti d'interesse ?
mercoledì, novembre 26, 2003
"In un'infanzia moderna ogni bambino più che venire amputato delle ali angeliche si autoamputa, si castra da se stesso a poco a poco, al fine di adattarsi e di poter convivere con gli amputatissimi e castratissimi che vede strisciare e ubbidire dappertutto; teme, non facendolo, di perdere il diritto al nutrimento. Baratta le sue ali per una pizza e una Coca-Cola. Orfano di volo, acquista il diritto di diventare, cresciuto, assassino autorizzato di Essere, di Mondo, di mondi".
Il filosofo ignoto
lunedì, novembre 24, 2003
Un imprenditore cinese più comunista del dovuto
(Copyright "Liberation")
Sun Dawu è un imprenditore che si è fatto da solo. Partito quindici anni fa con mille polli e cinquanta maiali, quest'uomo d'affari cinese è oggi alla testa di un gruppo agroalimentare che fa parte delle 500 più grandi imprese della Cina. Ma Sun Dawu è un imprenditore atipico. Con i guadagni della sua azienda ha costruito una scuola e finanzia borse di studio per giovani svantaggiati. Ha anche costruito un ospedale, strade ed orfanotrofi. Alla fine le autorità lo hanno messo in prigione. In un discorso pronunciato davanti agli studenti universitari di Pechino si era scagliato contro il sistema burocratico che si arricchisce a spese dei contribuenti.
sabato, novembre 22, 2003
Combustibili ed energia dalla pianta del mais
(Copyright Buonenotizie.it)
Du Pont e il National Renewable Energy Laboratory (NREL) dell''United States Department of Energy hanno annunciato un accordo di ricerca congiunta per lo sviluppo della prima "bio-raffineria" integrata che utilizza mais o altre fonti rinnovabili al posto dei tradizionali prodotti petrolchimici per la produzione di carburanti e sostanze chimiche.
Asino spacciato per manzo
(Copyright "Le Quotidien d'Oran")
Sono almeno due i quartieri di Algeri dove alla popolazione è stata venduta carne d'asino spacciandola per manzo. I traffici dei macellai di Algeri e dei loro distributori sono, a quanto pare, esenti da qualsiasi controllo: si calcola che sui mercati della capitale algerina siano finite circa cinquantacinque tonnellate di carne d'asino venduta allo stesso prezzo di quella di manzo.
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